Oltrepassato Minosse, Dante si trova per la prima volta a contatto con dei veri dannati puniti nel loro girone:
| « Or incomincian le dolenti note a farmisi sentire; or son venuto |
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(vv. 25-27)
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In questo luogo buio, dove riecheggiano i pianti, si sente muggire il vento come quando in mare scatta una bufera, per via dei venti contrari che si incrociano; ma questa tempesta infernale non si arresta mai e sbatte gli spiriti con la sua violenza, in particolare quando essi passano davanti a una ruina aumentano le strida, il compianto, il lamento e le bestemmie. Cosa sia di preciso questa ruina non è chiaro, se la spaccatura dalla quale esce la tempesta o una di quelle frane prodotte dal terremoto dopo la morte di Cristo (cfr. Inf. XII, 32 e Inf. XXIII, 137), o forse il luogo dove i dannati discendono per la prima volta nel girone dopo la condanna di Minosse.

Dante in questo caso capisce al volo chi siano i dannati qui puniti: i peccator carnali / che la ragion sommettono al talento, cioè i lussuriosi che hanno fatto prevalere l'istinto sulla ragione.
Seguono due similitudini legate al mondo degli uccelli: gli spiriti (che sono sbattuti dal vento di qua, di là, di giù, di sù e che spererebbero almeno in un allevio della pena) sembrano gli stormi disordinati ma compatti di uccelli quando fa freddo (durante la migrazione invernale); oppure come le gru che volano in fila, in particolare un gruppo di dannati dei quali Dante chiede spiegazione a Virgilio.
Egli lo accontenta e inizia ad elencare le anime di coloro che hanno la particolarità di essere tutti morti per amore:
- Semiramide, che fece una legge per permettere a tutti la libido nel suo paese e quindi non essere biasimata nella sua condotta libertina; è anche indicata come moglie e successore di Nino, che regnò nella terra che oggi governa il Sultano, cioè Babilonia, anche se ai tempi di Dante il sultano regnava su Babilonia d'Egitto.
- Didone, personaggio virgiliano, che il maestro ha la delicatezza di non citare per nome, ma che indica come colei che ruppe fede al giuramento sulle ceneri di Sicheo e che si uccise per amore (di Enea)
- Cleopatra lussurïosa
- Elena di Troia, per la quale tanto male nacque
- Achille, il grande Achille, che combatté per amore (nelle redazioni medievali si narrava che si fosse innamorato follemente di Polissena, figlia di Priamo, e per questo amore si fosse lasciato trarre in un agguato dove fu ucciso a tradimento, vedi anche le Metamorfosi di Ovidio)
- Paride
- Tristano
Dopo aver sentito queste e molte altre anime di antiche eroine e cavalieri (in senso lato, secondo l'accezione medievale, come personaggi mitici e importanti in genere); al sentire nominare nomi così famosi Dante è al colmo della misericordia e quasi sviene.
















